Category Archives: Consulenze energetiche

Impianto Fotovoltaico

IMPIANTO FOTOVOLTAICO


 

Il fotovoltaico senza Conto Energia conviene di più!


fotovoltaicoIn caso di installazione di un impianto fotovoltaico fino a 20 kW, in un immobile residenziale, è possibile usufruire delle detrazioni IRPEF per le ristrutturazioni edilizie del 50%, rinunciando all’incentivo del Conto Energia.

La detrazione IRPEF abbinata allo scambio sul posto fa sì che installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa resti un ottimo affare.

Lo scambio sul posto è il meccanismo che consente di scambiare con la rete, ad una tariffa agevolata, l'energia elettrica prodotta dall'impianto fotovoltaico che non si consuma direttamente. In questo modo l'energia prodotta di giorno e non utilizzata viene scambiata con quella prelevata dalla rete nelle ore notturne.

Per l'installazione e la messa in esercizio di impianti fotovoltaici con una potenza fino a 20 kW, per i quali sia richiesto l'accesso al regime di scambio sul posto e per i quali non sia necessario acquisire un titolo autorizzativo da parte delle pubbliche amministrazioni, è attiva la procedura con Modello Unico.

Contabilizzazione del calore

 

CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE

 

Il D. Lgs. n. 102 del 4 luglio 2014, in attuazione alla Direttiva dell'Unione Europea 2012/27/UE del 25 ottobre 2012, impone, entro il 31 dicembre 2016, l'installazione di contatori individuali per misurare l'effettivo consumo di calore o di raffreddamento e di acqua calda per ciascuna unità immobiliare facente parte di un condominio o di un edificio polifunzionale servito da un impianto termico centralizzato. Tale scadenza è stata posticipata di alti 6 mesi e pertanto ora il termine ultimo all'adeguamento è fissato al 30 giugno 2017.

 

Che cos'è un impianto termico centralizzato?

Un impianto termico centralizzato è costituito da un sistema di generatore di calore, una rete di distribuzione interna all'edificio di tipo condominiale e da corpi scaldanti.

Il sistema di generazione può essere costituito da un generatore di calore a combustione, da pompa di calore elettrica o a gas da cogenerazione. Il sistema di distribuzione può essere a colonne montanti o a distribuzione orizzontale. I corpi scaldanti, che provvedono all'emissione del calore nelle singole unità immobiliari, possono essere radiatori, termoconvettori, ventilconvettori, pannelli radianti a pavimento, etc.

L'impianto termico è definito centralizzato quando la singola unità immobiliare non ha la possibilità di gestire l'impianto stesso.

 

Che cos'è la contabilizzazione del calore?

Per capire cos'è la contabilizzazione del calore è necessario parlare anche di termoregolazione. La contabilizzazione ci permette di contare l'energia richiesta per riscaldare o rinfrescare la singola unità immobiliare mentre la termoregolazione consente di gestire e regolare l'erogazione del calore secondo le esigenze del singolo utente. 

 

Quali sono le novità introdotte dalla contabilizzazione e dalla termoregolazione del calore?

Il sistema di contabilizzazione e di termoregolazione del calore mette ogni singolo utente nelle condizioni di poter gestire il riscaldamento della propria unità immobiliare in maniera completamente autonoma con la diretta conseguenza che egli stesso pagherà la quota corrispondente alla quantità di calore erogata.

E' evidente, pertanto, che un comportamento virtuoso nella gestione del calore, porta, al singolo utente, una riduzione dei consumi.

 

In cosa consistono effettivamente la contabilizzazione e la termoregolazione del calore?

La contabilizzazione e la termoregolazione, per essere attuate, richiedono:

   una progettazione, un'installazione e un collaudo;

   dei dispositivi di regolazione della temperatura (valvole termostatiche, etc.);

   dei dispositivi atti a misurare il calore (contatori, ripartitori, etc.);

   un criterio di ripartizione delle spese;

   una gestione nel tempo che miri a una corretta e costante informazione dell'utente finale (letture dispositivi e relativi consumi)

 

Quali sono le spese per il riscaldamento centralizzato?

Le spese per il riscaldamento centralizzato alle quali, in generale, fanno fronte tutti i condomini sono:

   spese per il combustibile;

   spese relative all'energia elettrica per il funzionamento dell'impianto;

   spese per il riscaldamento vero e proprio delle varie unità immobiliari;

   spese per la manutenzione ordinaria dell'impianto.

Nel costo per il riscaldamento vero e proprio delle varie unità immobiliari si hanno:

   i consumi volontari, che rappresentano il reale consumo per abitazione immobiliare del combustibile e dell'energia elettrica;

   e i consumi involontari, che rappresentano le perdite che si verificano lungo la rete di distribuzione e variano in ragione della tipologia impiantistica e dello stato di coibentazione delle tubazioni di distribuzione.

Al fine di poter valutare i consumi volontari di ogni singola unità immobiliare è necessario dotare l'impianto di distribuzione di contatori e/o ripartitori; tali dispositivi, secondo la tipologia dell'impianto, possono essere posizionati:

   all'ingresso delle singole unità immobiliari, sulla rete di distribuzione;

   o all'interno delle singole unità immobiliari, sui corpi scaldanti presenti all'interno di ogni appartamento, i cosiddetti ripartitori.

 

Come avviene la ripartizione delle spese?

La ripartizione delle spese per il riscaldamento o il raffrescamento e l'acqua calda deve avvenire nel rispetto dell'art. 26, comma 5 della Legge n. 10/1991 il quale prevede per le innovazioni relative all'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore, la conseguente suddivisione degli oneri in base al consumo effettivamente registrato.

La UNI 10200, norma tecnica elaborata dal CTI (Comitato Termotecnico Italiano) a supporto delle disposizioni legislative in materia di ripartizione delle spese, si basa sul principio che l'energia termica utile prodotta è suddivisa in:

    consumi volontari (quota variabile) legati alla gestione del riscaldamento che ogni utente fa all'interno della propria unità immobiliare mediante i dispositivi di termoregolazione (valvola termostatica o termostato) che vanno ripartiti in base alle letture fornite dai dispositivi di contabilizzazione del calore (contatori, ripartitori, etc.);

   consumi involontari (quota fissa) indipendenti dall'azione di ogni utente e legati principalmente alle dispersioni di calore della rete di distribuzione che vanno ripartiti in base ai millesimi di riscaldamento.

 

Come funzionano le valvole termostatiche?

Le valvole termostatiche consentono di regolare la temperatura di un dato ambiente attraverso un semplice funzionamento: man mano che un dato vano comincia a riscaldarsi, la valvola termostatica inizia a chiudersi andando a ridurre la quantità d'acqua in entrata al corpo scaldante. In questo modo nel corpo scaldante entrerà una minore quantità di acqua che  manterrà costante la temperatura del vano. Raggiunta la temperatura ambiente desiderata, la valvola si chiude.

Nei radiatori privi di valvole termostatiche, non essendoci nessun controllo della portata, l'acqua passa in grande volume a velocità elevata e, il radiatore, non riuscendo a sfruttarne il calore trasmesso, la rimette in circolo nella tubazione di ritorno al generatore.

 

Le valvole termostatiche funzionano da sole?

Le valvole termostatiche, accoppiate alle testine termostatiche elettroniche, regolano l'afflusso di acqua calda del radiatore in base alla temperatura ambiente e ai programmi  in essi impostati.

 

Come funziona il ripartitore?

Il ripartitore di calore misura l'energia emessa da ogni singolo radiatore all'interno delle diverse unità immobiliari. La cessione di calore viene calcolata attraverso la differenza di temperatura tra il corpo riscaldante (il calorifero), l'ambiente riscaldato dallo stesso. A tale differenza di temperatura è poi applicato un coefficiente, caratteristico del calorifero, che tiene conto della sua tipologia, del materiale con il quale è realizzato e della potenza radiante.

Questa operazione è importantissima e delicatissima ai fini del buon funzionamento del sistema e la presenza di eventuali errori porterà al complessivo mal funzionamento.

 

Quante tipologie di sistemi di contabilizzazione del calore esistono?

Secondo le caratteristiche della rete di distribuzione della fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzato e acqua calda, i sistemi di contabilizzazione possono essere diretti e indiretti. I sistemi di contabilizzazione sono diretti se la rete di distribuzione è a montanti orizzontali (nuovi edifici) e sono indiretti se la rete di distribuzione è a montanti verticali (vecchi edifici). Per la prima tipologia si utilizzano dei contatori di calore mentre per la seconda tipologia, ripartitori di calore.

Quali sono gli impianti centralizzati a distribuzione verticale?

Gli impianti centralizzati a distribuzione verticale sono i più diffusi; sono caratterizzati da montanti verticali che distribuiscono, generalmente l'acqua calda, ai corpi scaldanti dei vari appartamenti ubicati ai diversi piani.

 

Quali sono gli impianti centralizzati a distribuzione orizzontale?

Gli impianti centralizzati a distribuzione orizzontale sono la tipologia più recente. A differenza degli impianti a distribuzione verticale, questi presentano dei vantaggi costituiti da un unico ingresso e uscita per ogni unità immobiliare, una rete di distribuzione generalmente interna all'involucro riscaldato e la maggiore facilità di inserimento di contatore del calore.

 

Si rischiano delle sanzioni?

Il D. Lgs. n. 102/2014, e in particolare l'art. 16, indica i soggetti interessati alle sanzioni e i relativi importi. In particolare il comma 8 del suddetto articolo precisa che "E' soggetto ad una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro il condominio alimentato da […] o da sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento che non ripartisce le spese in conformità alle disposizioni di cui all'art. 9 comma 5 lettera d". Le sanzioni di cui al comma 8 sono irrogate dalle Regioni.

 

Due appartamenti uguali possono avere consumi diversi?

Si. La diversa esposizione e posizione degli appartamenti, il diverso stile di vita dei proprietari, la presenza o meno di caloriferi più potenti o eventuali migliorie apportate all'appartamento, quale ad esempio la presenza di doppi vetri, possono comportare delle differenze nei consumi.

 

E' obbligatoria la redazione dell'A.P.E. dopo l'installazione dei sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore?

No. La sola installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore quali ripartitori e valvole termostatiche non comportano alcun obbligo di redigere l'A.P.E. né per le singole unità immobiliari e né per l'intero edificio.

 

Schermature solari

 

SCHERMATURE SOLARI:

DETRAZIONI FISCALI 50% PER RISPARMIO ENERGETICO

 

IAutorizzazione tenda serramenti di un edificio rivestono un ruolo essenziale per la luminosità e l'acustica dell'ambiente interno ma costituiscono gli elementi deboli dello stesso.

Esistono degli elementi facenti parte dell'involucro edilizio che creano effetti d'ombra sulla superficie esterna delle pareti e delle finestre, evitando così che le radiazioni solari provochino un innalzamento della temperatura interna dell'edificio chiamati schermature solari (sistemi passivi che sfruttano l'energia solare per evitare il surriscaldamento dell'ambiente interno senza l'utilizzo di sistemi alimentati da fonti energetiche).

 

Che cosa sono le schermature solari?

Come suddetto, le schermature solari sono dei sistemi di protezione (tende, avvolgibili, persiane, etc.) in grado di riparare dall'irraggiamento solare sia le strutture opache (pareti) che le strutture trasparenti (finestre e infissi in genere) di un immobile.

È evidente che, secondo il luogo e l'orientamento dell'immobile, le schermature solari variano per tipo e dimensione secondo la zona climatica in cui è localizzato l'edificio.

Tra i principali tipi di schermature solari abbiamo:

  le schermature esterne;

  le schermature integrate;

  le schermature interne.

 

Come si differenziano le schermature solari?

SCHERMATURE SOLARI ESTERNE

Sono riconducibili principalmente a due tipologie fisse e mobili.

    Tra la tipologia fisse abbiamo sia elementi strutturali, come i balconi o gli aggetti delle coperture e sia elementi non strutturali come tende esterne o frangisole. Gli elementi aggettanti orizzontali fissi, generalmente balconi, hanno il vantaggio di bloccare la radiazione estiva e proteggere dagli agenti atmosferici nei mesi invernali. Tali schermature sono adatte alle parti dell'edificio esposte a sud perché si ha la doppia esigenza di proteggere dal sole in estate e guadagnare calore in inverno. Le schermature fisse verticali hanno un impiego ridotto rispetto a quelle orizzontali ed il loro utilizzo è efficace solo per schermare le pareti esposte ad est ed ovest perché bloccano principalmente solo le radiazioni molto inclinate che si hanno nelle prime e ultime ore del giorno sui fronti est ed ovest.

   I sistemi di schermatura esterni mobili sono caratterizzati da un comportamento dinamico e flessibile che consente di adattarli al meglio alle condizioni climatiche e per questo sono più efficaci dei sistemi fissi.

 

SCHERMATURE INTEGRATE

Appartengono a questa tipologia le schermature che sono parte integrante dell'involucro edilizio. In base al funzionamento si articolano in avvolgibili, scorrevoli o battenti (persiane). Possono essere realizzate in materiali come metallo, plastica o legno e, secondo il funzionamento, possono muoversi lungo l'asse orizzontale o verticale. 

 

SCHERMATURE INTERNE

Costituite generalmente da tende in tessuto o lamelle orientabili, questo tipo di schermature risulta meno efficiente di quelle esterne o integrate perché riesce a bloccare la radiazione solare solo dopo che questa è entrata all'interno dell'edificio.

 

E' possibile ottenere un risparmio energetico?

Il comfort termico in un ambiente è governato principalmente dalla temperatura all'interno della stanza la quale è strettamente dipendente dalla temperatura e dalla velocità dell'aria. Al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e contenere la temperatura interna degli ambienti è bene ricorrere alla presenza di sistemi schermanti esterni, tali da ridurre l'apporto di calore per irraggiamento solare. Attraverso questi ultimi è, infatti, possibile ottenere un risparmio energetico.

 

Ci sono incentivi economici se si utilizzano le schermature solari?

La Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190 del 23.12.2014) ha prorogato al 31.12.2015 la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica, estendendo l'agevolazione anche alle schermature solari nel limite di 60.000 euro. Con la Legge di Stabilità 2017 è stata confermata la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali sino al 31.12.2017 e con la Legge di Stabilità 2018 la scadenza è stata prorogata al 31.12.2018.

La detrazione, nella misura del 65%, è stata estesa alle schermature solari elencate nell'allegato M del D.Lgs. n. 311/2006 (tende esterne, chiusure oscuranti, dispositivi di protezione solare in combinazione di vetrate, etc.) sia per l'acquisto che per la relativa posa. La Legge di Stabilità ha confermato il ruolo fondamentale di questi elementi tecnologici nell'ambito dell'efficienza energetica degli edifici.

Il termine schermature solari comprende tutti gli schermi che permettono una regolazione del grado di apertura in grado di rispondere in maniera dinamica alle continue variazioni delle sollecitazioni solari. Le tipologie disponibili sono le tende da sole per esterni, come da UNI EN 13561 e le chiusure oscuranti come da UNI EN 13659. Queste ultime secondo la norma includono, ad esempio, le tende esterne alla veneziana, le persiane avvolgibili, a battente e alla veneziana, persiane a soffietto a pannello scorrevole, ed altro ancora.

 

Chi può usufruire delle detrazioni fiscali?

Possono usufruire della detrazione fiscale sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) residenti e non nel territorio nazionale. L'agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai locatari o comodatari, imprenditori individuali, etc.

 

Come viene ripartita la detrazione fiscale?

La detrazione fiscale viene ripartita in 10 (dieci) rate annuali di pari importo ed il limite massimo di risparmio ottenibile con la detrazione è pari a 60.000 euro.

 

Quali adempimenti sono richiesti per beneficiare della detrazione fiscale?

Per beneficiare dell'agevolazione fiscale è necessario acquisire i seguenti documenti:

    asseverazione, da parte del tecnico, che consente di dimostrare che l'intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti, la quale può essere sostituita dalla dichiarazione resa dal Direttore di Lavori (D.M. 6.08.2009);

    l'attestato di prestazione energetica, l'APE, che comprende i dati relativi all'efficienza energetica proprio dell'edificio prodotta dopo l'esecuzione dei lavori;

   effettuare i pagamenti tramite bonifico bancario o postale (per i contribuenti non titolari di reddito di impresa) o tramite altra idonea documentazione (per i contribuenti titolari di reddito di impresa)

n.b.: nel modello del versamento con bonifico bancario o postale vanno indicati:

   la causale del versamento;

   il codice fiscale del beneficiario;

   il codice fiscale o la partita Iva del professionista che ha effettuato i lavori.

 

Quali sono i documenti da trasmettere?

Entro 90 giorni dalla fine lavori occorre trasmettere all'ENEA, per via telematica, la seguente documentazione:

   Allegato A;

  scheda informativa dell'intervento realizzato.

 

Quali sono i documenti da conservare?

Per fruire del beneficio fiscale è necessario conservare ed esibire all'Amministrazione finanziaria la documentazione riguardante l'intervento realizzato, e in particolar modo occorre conservare:

  il certificato di asseverazione del tecnico;

  la ricevuta di invio tramite internet;

  le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute per realizzare l'intervento;

  la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento.

 

E' necessario qualche tipo di autorizzazione edilizia da parte delle amministrazioni comunali?

In Sardegna, secondo quanto definito dall'art. 15 della L.R. 23/1985, modificata dalla L.R. n. 8/2015, gli interventi finalizzati al posizionamento di tende ricadono negli interventi di edilizia libera e pertanto non necessitano di alcun  titolo autorizzativo sempre che l'immobile oggetto dell'intervento non ricada in zona vincolata. In questo caso è necessario richiedere il parere  l'autorizzazione paesaggistica alla Regione.

 

Pronto ingegnere assiste il proprio cliente nell'agevolazione fiscale, fornendo tutte le indicazioni e i chiarimenti per usufruire di questa preziosa opportunità.

 

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Diagnosi e riqualificazione energetica

 

DIAGNOSI E RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

 

TermografiaQuali sono i consumi energetici di un immobile?

Sono numerose le cause che contribuiscono al consumo energetico di una casa e in generale di un edificio. Oltre ai consumi per le esigenze di illuminazione (1) e di utilizzo delle apparecchiature elettriche (2), vi sono quelli legati alle necessità di riscaldamento o raffrescamento (3) degli ambienti e quelli per la produzione di acqua calda sanitaria (4).

Per ognuno di queste esigenze si consuma energia (calore o energia elettrica) che va ad incidere nella gestione economica e che pertanto deve essere consumata in maniera efficiente per evitare gli sprechi. Laddove i consumi sono superiori alla norma è indispensabile una attenta indagine (diagnosi energetica) per individuarne le cause. In questi casi deve essere condotta da un tecnico professionista una vera e propria diagnosi energetica, che individui gli interventi di miglioramento e faccia un bilancio costi benefici in funzione dei tempi di ammortamento e del budget di spesa.

 

Come si possono ottimizzare i consumi?

L’ottimizzazione dei consumi deve sempre avere come obiettivo la qualità dell’intervento in merito al comfort e alla vivibilità dei luoghi d’abitazione o di lavoro.

1. In merito ai risparmi sui costi d’illuminazione esistono efficientissime lampade a LED che consentono di risparmiare fino ad un decimo di una lampada ad incandescenza e i cui costi, prima poco convenienti, oggi sono diventati competitivi e ammortizzabili in breve tempo.

2. L’efficientamento sugli apparecchi e motori elettrici si attua con l’utilizzo di elettrodomestici in classe energetica elevata (A, A+, A++); nel settore industriale il rifasamento dei motori elettrici è una delle operazioni periodiche necessarie per rendere energeticamente più efficiente il processo produttivo.

3. L’efficienza nei consumi sul riscaldamento e raffrescamento, passa necessariamente per le prestazioni energetiche dell’involucro (A) e degli impianti termici(B).

A) L’involucro è costituito dalle parti murarie, dalle finestrature con i suoi ombreggiamenti, e dai ponti termici. Su questi tre elementi va concentrata la diagnosi energetica al fine di individuare le soluzioni più idonee di intervento (cappotti termici, sostituzione degli infissi, interventi puntuali di efficientamento…)

B) La sostituzione o nuova installazione di un impianto termico deve essere valutata insieme all’intervento sull’involucro. La scelta del tipo di impianto e della sua potenza terrà conto dei miglioramenti dell’involucro e del livello di comfort che si vuole raggiungere.

4. Gli scaldacqua tradizionali con resistenza elettrica sono poco efficienti e sono causa di consumi elevati. Nei moderni impianti di riscaldamento (sia a combustione che a pompa di calore) il riscaldamento dell’acqua sanitaria è integrato nello stesso impianto, con consistente risparmio nei consumi.

La voce di spesa più consistente nella gestione energetica di un immobile è sicuramente quella legata al riscaldamento della casa e dell’acqua calda sanitaria. L’analisi costi-benefici e la capacità di ammortamento delle spese (valutato in genere in 10 anni) daranno le necessarie indicazioni su come bilanciare gli investimenti tra miglioramento dell’involucro e prestazioni dell’impianto termico, valutando la eventuale quota parte di energia proveniente da fonti rinnovabili.

Estremamente importanti sono gli interventi di riqualificazione dell’involucro; infatti quest’ultimo dovrà avere le dispersioni termiche ridotte al minimo per evitare impianti termici eccessivamente potenti e dispendiosi. Un involucro poco performante, anche in presenza di impianti termici efficienti, darà origine ad ambienti poco confortevoli e in alcuni casi con criticità igienico-sanitarie (formazioni di condense e di muffe).

Diagnosi e riqualificazione energetica

 

DIAGNOSI E RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

 

Termografia

Quali sono i consumi energetici di un immobile?

Sono numerose le cause che contribuiscono al consumo energetico di una casa e in generale di un edificio. Oltre ai consumi per le esigenze di illuminazione (1) e di utilizzo delle apparecchiature elettriche (2), vi sono quelli legati alle necessità di riscaldamento o raffrescamento (3) degli ambienti e quelli per la produzione di acqua calda sanitaria (4).

Per ognuno di queste esigenze si consuma energia (calore o energia elettrica) che va ad incidere nella gestione economica e che pertanto deve essere consumata in maniera efficiente per evitare gli sprechi. Laddove i consumi sono superiori alla norma è indispensabile una attenta indagine (diagnosi energetica) per individuarne le cause. In questi casi deve essere condotta da un tecnico professionista una vera e propria diagnosi energetica, che individui gli interventi di miglioramento e faccia un bilancio costi benefici in funzione dei tempi di ammortamento e del budget di spesa.

L’ottimizzazione dei consumi deve sempre avere come obiettivo la qualità dell’intervento in merito al comfort e alla vivibilità dei luoghi d’abitazione o di lavoro.

1. In merito ai risparmi sui costi d’illuminazione esistono efficientissime lampade a LED che consentono di risparmiare fino ad un decimo di una lampada ad incandescenza e i cui costi, prima poco convenienti, oggi sono diventati competitivi e ammortizzabili in breve tempo.

2. L’efficientamento sugli apparecchi e motori elettrici si attua con l’utilizzo di elettrodomestici in classe energetica elevata (A, A+, A++); nel settore industriale il rifasamento dei motori elettrici è una delle operazioni periodiche necessarie per rendere energeticamente più efficiente il processo produttivo.

3. L’efficienza nei consumi sul riscaldamento e raffrescamento, passa necessariamente per le prestazioni energetiche dell’involucro (A) e degli impianti termici(B).

A) L’involucro è costituito dalle parti murarie, dalle finestrature con i suoi ombreggiamenti, e dai ponti termici. Su questi tre elementi va concentrata la diagnosi energetica al fine di individuare le soluzioni più idonee di intervento (cappotti termici, sostituzione degli infissi, interventi puntuali di efficientamento…)

B) La sostituzione o nuova installazione di un impianto termico deve essere valutata insieme all’intervento sull’involucro. La scelta del tipo di impianto e della sua potenza terrà conto dei miglioramenti dell’involucro e del livello di comfort che si vuole raggiungere.

4. Gli scaldacqua tradizionali con resistenza elettrica sono poco efficienti e sono causa di consumi elevati. Nei moderni impianti di riscaldamento (sia a combustione che a pompa di calore) il riscaldamento dell’acqua sanitaria è integrato nello stesso impianto, con consistente risparmio nei consumi.

La voce di spesa più consistente nella gestione energetica di un immobile è sicuramente quella legata al riscaldamento della casa e dell’acqua calda sanitaria. L’analisi costi-benefici e la capacità di ammortamento delle spese (valutato in genere in 10 anni) daranno le necessarie indicazioni su come bilanciare gli investimenti tra miglioramento dell’involucro e prestazioni dell’impianto termico, valutando la eventuale quota parte di energia proveniente da fonti rinnovabili.

Estremamente importanti sono gli interventi di riqualificazione dell’involucro; infatti quest’ultimo dovrà avere le dispersioni termiche ridotte al minimo per evitare impianti termici eccessivamente potenti e dispendiosi. Un involucro poco performante, anche in presenza di impianti termici efficienti, darà origine ad ambienti poco confortevoli e in alcuni casi con criticità igienico-sanitarie (formazioni di condense e di muffe).

Assistenza alle detrazioni fiscali per il risparmio energetico

ASSISTENZA ALLA DETRAZIONE FISCALE

PER L'EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

 

ecobonus 2

 

Chi intende compiere interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti può usufruire della detrazione fiscale del 65% di quanto speso sino al 31 dicembre 2018.

Solo per la sostituzione degli infissi e le schermature solari la detrazione fiscale è pari al 50%

 

 

In cosa consiste l'agevolazione fiscale?

L'agevolazione fiscale consiste nel riconoscere delle detrazioni per le spese sostenute per:

  • la riduzione del fabbisogno energetico dell'edificio;

  • il miglioramento termico dell'edificio (coibentazione, pavimenti, finestre, etc.);

  • l'installazione di pannelli solari;

  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.

Per tutti gli interventi agevolabili, ad esclusione dell'installazione dei pannelli solari, l'edificio deve essere già dotato di impianto di riscaldamento.

 

Chi può usufruire delle detrazioni?

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti o meno nel territorio dello Stato. L'agevolazione spetta, non solo a proprietari degli immobili ma anche a:

  • persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;

  • i contribuenti che conseguono reddito d'impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);

  • associazioni tra professionisti;

  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

 

Per quali lavori spettano le agevolazioni?

I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spettano le agevolazioni sono:

  • interventi di riqualificazione energetica globale di edifici esistenti, per i quali il valore massimo della detrazione fiscale è di 100.000 euro;

  • interventi sull'involucro degli edifici (strutture opache e infissi), per i quali il valore massimo della detrazione fiscale è di 60.000 euro;

  • installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, per i quali il valore massimo della detrazione fiscale è di 60.000 euro;

  • acquisto e posa in opera delle schermature solari, per i quali il valore massimo della detrazione fiscale è di 60.000 euro;

  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, per i quali il valore massimo della detrazione fiscale è di 30.000 euro;

  • installazione (acquisto e posa in opera) di sistemi domotici.

 

n.b.: Le spese ammesse in detrazione comprendono sia i costi per i lavori edili relativi all'intervento di risparmio energetico, sia quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare l'intervento stesso e acquisire la certificazione energetica richiesta.

 

Cosa deve fare chi vuole usufruire delle detrazioni?

Per beneficiare delle detrazioni fiscali è necessario acquisire i seguenti documenti:

  • l'asseverazione di un tecnico abilitato, che consente di dimostrare che l'intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti;

  • l'attestato di prestazione o qualificazione energetica (APE o AQE) ove richiesto. In mancanza di procedure regionali l'APE potrà essere sostituito dall'AQE redatto in conformità all'Allegato A e asseverato da un tecnico abilitato;

  • la scheda informativa relativa agli interventi realizzati, redatta secondo lo schema riportato nell'Allegato E o nell'Allegato F (per interventi che riguardano la sostituzione di infissi in singole unità immobiliari o installazione di pannelli solari.

 

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori occorre trasmettere all'Enea:

  • attestato di qualificazione energetica (Allegato A);

  • scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

 

La data di fine lavori, dalla quale decorre il termine per l'invio della documentazione all'Enea, coincide con il giorno del cosiddetto "collaudo" (e non di effettuazione dei pagamenti).

Se, in considerazione dell'intervento eseguito, non è richiesto il collaudo, il contribuente può provare la data di fine lavori con altra documentazione emessa da chi ha eseguito i lavori.

n.b.: La trasmissione deve avvenire in via telematica attraverso il sito internet dell'Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

 

Come si devono eseguire i pagamenti?

Per fruire delle detrazioni è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale in cui risultino:

  • causale di versamento, con riferimento alla norma;

  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;

  • codice fiscale o P.IV del beneficiario del pagamento.

 

 

 

Sino a quando è possibile usufruire della proroga della detrazione fiscale?

L'ecobonus, la detrazione Irpef al 65 % (al 50% per sostituzione infissi e introduzione schermature solari) per i lavori di efficientamento energetico delle singole unità immobiliari, viene confermata dalla Legge di Bilancio 2018che prevede la proroga fino al 31 dicembre 2018.

Per quanto riguarda i lavori di efficientamento energetico realizzabili nei condomìni, la detrazione sarà graduata in base all'entità degli interventi e dei risultati raggiunti. Si partirà da una detrazione Irpef al 65 % e si potrà usufruire di una detrazione Irpef al 70 % se l'intervento interessa almeno il 25 % dell'involucro edilizio (ad esempio se si dota l'edificio di un cappotto termico). L'ecobonus potrà salire poi al 75 % nel caso in cui l'intervento porti al miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva. A differenza delle agevolazioni fiscali delle singole unità immobiliari, gli incentivi realizzabili sui condomini saranno validi per le spese sostenute dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.

 

Come avviene la detrazione?

La detrazione verrà divisa in 10 rate di pari importo per una spesa massima detraibile variabile in base alla tipologia di intervento.

 

Quali documenti occorre conservare?

Per fruire del beneficio fiscale è necessario conservare ed esibire all'Amministrazione finanziaria, ove ne faccia richiesta, la documentazione relativa agli interventi realizzati. In particolare, va conservato:

  • l'asseverazione del tecnico abilitato;

  • l'APE o AQE (ove richiesto);

  • la ricevuta di invio tramite internet;

  • le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese sostenute;

 

Le detrazioni fiscali sono comulabili con altre agevolazioni?

La detrazione d'imposta del 65% non è comulabile con altre agevolazioni previste per gli stessi interventi (ad esempio la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio) e con il Conto Energia.

Nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni per l'efficientamento energetico (65%) sia in quelle per le ristrutturazioni edilizie (50%), il contribuente potrà scegliere solo uno dei benefici fiscali.

Le detrazioni del 65% sono però compatibili con altre agevolazioni non fiscali (contributi e finanziamenti) per il risparmio energetico.

 

Pronto ingegnere oltre ad occuparsi della pratica edilizia da inoltrare al Comune e della Direzione dei Lavori, assiste il proprio cliente nella procedura per poter usufruire della detrazione fiscale, fornendo tutte le indicazioni e i chiarimenti per usufruire di questa preziosa opportunità.

 

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NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Legge Finanziaria del 2007 art. 1, commi 344-349 (Legge n. 296/2006)

DM 19 febbraio 2007

Circolare 36/E 31/05/2007

DM 26/10/2007

Legge Finanziaria del 2008 art. 1, commi 20-24 (Legge n. 244/2007)

DM 11/03/2008

DM 07/04/2008

Legge n. 2/2009 di conversione del D.Lgs Anticrisi n. 185/2008

Provvedimento del 06/05/2009

Legge n. 99/2009

DM 06/08/2009

Provvedimento del 21/12/2009

DM 26/01/2010

Legge n. 122/2010 di conversione del D.Lgs n. 78/2010

Legge n. 111/2011 di conversione del D.Lgs n. 98/2011

Legge di Stabilità del 2011 (Legge n. 220/2010)

Salva Italia (Legge n. 214/2011)

Legge n. 134/2012 di conversione del D.Lgs n. 83/2012

Legge n. 90/2013 di conversione del D.Lgs n. 63/2013

Legge di Stabilità del 2014

Legge di Stabilità del 2015 (Legge n. 190/2014)

Legge di Stabilità del 2016 (Legge n. 208/2015)

Legge di Stabilità del 2017 (Legge n. 232/2016)

 

 

 

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