Contabilizzazione del calore

 

CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE

 

Il D. Lgs. n. 102 del 4 luglio 2014, in attuazione alla Direttiva dell'Unione Europea 2012/27/UE del 25 ottobre 2012, impone, entro il 31 dicembre 2016, l'installazione di contatori individuali per misurare l'effettivo consumo di calore o di raffreddamento e di acqua calda per ciascuna unità immobiliare facente parte di un condominio o di un edificio polifunzionale servito da un impianto termico centralizzato. Tale scadenza è stata posticipata di alti 6 mesi e pertanto ora il termine ultimo all'adeguamento è fissato al 30 giugno 2017.

 

Che cos'è un impianto termico centralizzato?

Un impianto termico centralizzato è costituito da un sistema di generatore di calore, una rete di distribuzione interna all'edificio di tipo condominiale e da corpi scaldanti.

Il sistema di generazione può essere costituito da un generatore di calore a combustione, da pompa di calore elettrica o a gas da cogenerazione. Il sistema di distribuzione può essere a colonne montanti o a distribuzione orizzontale. I corpi scaldanti, che provvedono all'emissione del calore nelle singole unità immobiliari, possono essere radiatori, termoconvettori, ventilconvettori, pannelli radianti a pavimento, etc.

L'impianto termico è definito centralizzato quando la singola unità immobiliare non ha la possibilità di gestire l'impianto stesso.

 

Che cos'è la contabilizzazione del calore?

Per capire cos'è la contabilizzazione del calore è necessario parlare anche di termoregolazione. La contabilizzazione ci permette di contare l'energia richiesta per riscaldare o rinfrescare la singola unità immobiliare mentre la termoregolazione consente di gestire e regolare l'erogazione del calore secondo le esigenze del singolo utente. 

 

Quali sono le novità introdotte dalla contabilizzazione e dalla termoregolazione del calore?

Il sistema di contabilizzazione e di termoregolazione del calore mette ogni singolo utente nelle condizioni di poter gestire il riscaldamento della propria unità immobiliare in maniera completamente autonoma con la diretta conseguenza che egli stesso pagherà la quota corrispondente alla quantità di calore erogata.

E' evidente, pertanto, che un comportamento virtuoso nella gestione del calore, porta, al singolo utente, una riduzione dei consumi.

 

In cosa consistono effettivamente la contabilizzazione e la termoregolazione del calore?

La contabilizzazione e la termoregolazione, per essere attuate, richiedono:

   una progettazione, un'installazione e un collaudo;

   dei dispositivi di regolazione della temperatura (valvole termostatiche, etc.);

   dei dispositivi atti a misurare il calore (contatori, ripartitori, etc.);

   un criterio di ripartizione delle spese;

   una gestione nel tempo che miri a una corretta e costante informazione dell'utente finale (letture dispositivi e relativi consumi)

 

Quali sono le spese per il riscaldamento centralizzato?

Le spese per il riscaldamento centralizzato alle quali, in generale, fanno fronte tutti i condomini sono:

   spese per il combustibile;

   spese relative all'energia elettrica per il funzionamento dell'impianto;

   spese per il riscaldamento vero e proprio delle varie unità immobiliari;

   spese per la manutenzione ordinaria dell'impianto.

Nel costo per il riscaldamento vero e proprio delle varie unità immobiliari si hanno:

   i consumi volontari, che rappresentano il reale consumo per abitazione immobiliare del combustibile e dell'energia elettrica;

   e i consumi involontari, che rappresentano le perdite che si verificano lungo la rete di distribuzione e variano in ragione della tipologia impiantistica e dello stato di coibentazione delle tubazioni di distribuzione.

Al fine di poter valutare i consumi volontari di ogni singola unità immobiliare è necessario dotare l'impianto di distribuzione di contatori e/o ripartitori; tali dispositivi, secondo la tipologia dell'impianto, possono essere posizionati:

   all'ingresso delle singole unità immobiliari, sulla rete di distribuzione;

   o all'interno delle singole unità immobiliari, sui corpi scaldanti presenti all'interno di ogni appartamento, i cosiddetti ripartitori.

 

Come avviene la ripartizione delle spese?

La ripartizione delle spese per il riscaldamento o il raffrescamento e l'acqua calda deve avvenire nel rispetto dell'art. 26, comma 5 della Legge n. 10/1991 il quale prevede per le innovazioni relative all'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore, la conseguente suddivisione degli oneri in base al consumo effettivamente registrato.

La UNI 10200, norma tecnica elaborata dal CTI (Comitato Termotecnico Italiano) a supporto delle disposizioni legislative in materia di ripartizione delle spese, si basa sul principio che l'energia termica utile prodotta è suddivisa in:

    consumi volontari (quota variabile) legati alla gestione del riscaldamento che ogni utente fa all'interno della propria unità immobiliare mediante i dispositivi di termoregolazione (valvola termostatica o termostato) che vanno ripartiti in base alle letture fornite dai dispositivi di contabilizzazione del calore (contatori, ripartitori, etc.);

   consumi involontari (quota fissa) indipendenti dall'azione di ogni utente e legati principalmente alle dispersioni di calore della rete di distribuzione che vanno ripartiti in base ai millesimi di riscaldamento.

 

Come funzionano le valvole termostatiche?

Le valvole termostatiche consentono di regolare la temperatura di un dato ambiente attraverso un semplice funzionamento: man mano che un dato vano comincia a riscaldarsi, la valvola termostatica inizia a chiudersi andando a ridurre la quantità d'acqua in entrata al corpo scaldante. In questo modo nel corpo scaldante entrerà una minore quantità di acqua che  manterrà costante la temperatura del vano. Raggiunta la temperatura ambiente desiderata, la valvola si chiude.

Nei radiatori privi di valvole termostatiche, non essendoci nessun controllo della portata, l'acqua passa in grande volume a velocità elevata e, il radiatore, non riuscendo a sfruttarne il calore trasmesso, la rimette in circolo nella tubazione di ritorno al generatore.

 

Le valvole termostatiche funzionano da sole?

Le valvole termostatiche, accoppiate alle testine termostatiche elettroniche, regolano l'afflusso di acqua calda del radiatore in base alla temperatura ambiente e ai programmi  in essi impostati.

 

Come funziona il ripartitore?

Il ripartitore di calore misura l'energia emessa da ogni singolo radiatore all'interno delle diverse unità immobiliari. La cessione di calore viene calcolata attraverso la differenza di temperatura tra il corpo riscaldante (il calorifero), l'ambiente riscaldato dallo stesso. A tale differenza di temperatura è poi applicato un coefficiente, caratteristico del calorifero, che tiene conto della sua tipologia, del materiale con il quale è realizzato e della potenza radiante.

Questa operazione è importantissima e delicatissima ai fini del buon funzionamento del sistema e la presenza di eventuali errori porterà al complessivo mal funzionamento.

 

Quante tipologie di sistemi di contabilizzazione del calore esistono?

Secondo le caratteristiche della rete di distribuzione della fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzato e acqua calda, i sistemi di contabilizzazione possono essere diretti e indiretti. I sistemi di contabilizzazione sono diretti se la rete di distribuzione è a montanti orizzontali (nuovi edifici) e sono indiretti se la rete di distribuzione è a montanti verticali (vecchi edifici). Per la prima tipologia si utilizzano dei contatori di calore mentre per la seconda tipologia, ripartitori di calore.

Quali sono gli impianti centralizzati a distribuzione verticale?

Gli impianti centralizzati a distribuzione verticale sono i più diffusi; sono caratterizzati da montanti verticali che distribuiscono, generalmente l'acqua calda, ai corpi scaldanti dei vari appartamenti ubicati ai diversi piani.

 

Quali sono gli impianti centralizzati a distribuzione orizzontale?

Gli impianti centralizzati a distribuzione orizzontale sono la tipologia più recente. A differenza degli impianti a distribuzione verticale, questi presentano dei vantaggi costituiti da un unico ingresso e uscita per ogni unità immobiliare, una rete di distribuzione generalmente interna all'involucro riscaldato e la maggiore facilità di inserimento di contatore del calore.

 

Si rischiano delle sanzioni?

Il D. Lgs. n. 102/2014, e in particolare l'art. 16, indica i soggetti interessati alle sanzioni e i relativi importi. In particolare il comma 8 del suddetto articolo precisa che "E' soggetto ad una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro il condominio alimentato da […] o da sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento che non ripartisce le spese in conformità alle disposizioni di cui all'art. 9 comma 5 lettera d". Le sanzioni di cui al comma 8 sono irrogate dalle Regioni.

 

Due appartamenti uguali possono avere consumi diversi?

Si. La diversa esposizione e posizione degli appartamenti, il diverso stile di vita dei proprietari, la presenza o meno di caloriferi più potenti o eventuali migliorie apportate all'appartamento, quale ad esempio la presenza di doppi vetri, possono comportare delle differenze nei consumi.

 

E' obbligatoria la redazione dell'A.P.E. dopo l'installazione dei sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore?

No. La sola installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore quali ripartitori e valvole termostatiche non comportano alcun obbligo di redigere l'A.P.E. né per le singole unità immobiliari e né per l'intero edificio.

 

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