Smaltimento amianto

SMALTIMENTO AMIANTO

  

eternit - amiantoNel periodo compreso tra il 1960 e il 1990, il settore edilizio ha fatto largo uso di amianto o Eternit.

A partire dal 1992, riconosciuta la pericolosità per la salute dell’uomo, in caso di inalazione delle fibre di amianto, è stata tassativamente vietata la produzione e la vendita. La Legge impone ai proprietari di immobili contenenti amianto, di comunicare tempestivamente alla ASL di competenza di valutare il rischio del manufatto e la potenzialità di deterioramento.

 

Dove è presente l'amianto in edilizia?

In Italia, nel campo dell'edilizia, l'amianto ha trovato largo uso in:

          coperture (lastre ondulate, tegole, pianelle, etc.);

          controsoffitti, coibentazioni di sottoetti, presenti sotto forma di lane o feltri di amianto;

          cassoni, serbatoi, tubazioni per l'acqua, pozzetti, canalizzazioni e gronde;

          canne fumarie, camini e tubazioni scarichi fumi;

          pannelli, divisori e tamponature;

          caldaie, stufe e forni;

          coibentazioni di tubi per riscaldamento ed altro ancora.

 

Qual è la normativa nazionale vigente sull'amianto?

Nello specifico la normativa sull'amianto è piuttosto estesa e i primi provvedimenti risalgono ad oltre 40 anni fa (DPR n. 1124 del 30.06.1965). Nello specifico la Legge n. 257/1992 e ss.mm.ii. "Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto" ha stabilito obblighi per gli enti pubblici e per i privati circa gli immobili con presenza di materiale contenente amianto e il D. Lgs. n. 257 del 25.07.2006 (riveduto e ampliato dal D. Lgs. n. 81/2008) relativo alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante il lavoro che ha fornito indicazioni circa le modalità da applicare per garantire la sicurezza negli ambienti di lavoro.

 

Qual è la normativa regionale vigente sull'amianto?

Con la Legge Regionale n. 22 del 16.12.2005 recante "Norme per l'approvazione del Piano Regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dei pericoli derivanti dall'amianto", la Sardegna ha dato attuazione all'attività pianificatoria di cui all'art. 10 della Legge n. 257 del 27.03.1992.

Con la Direttiva della Giunta Regionale n. 32/5 del 04.06.2008, la Sardegna ha inteso portare avanti la tutela della salute dei cittadini e risolvere le problematiche ambientali derivanti dalla presenza dell'amianto sul territorio regionale.

 

Quali sono le tecniche di bonifica?

L'art. 3 del D.M. del 06.09.1994 definisce quali sono i metodi di bonifica che possono essere attuati, sia nel caso di interventi circoscritti ad aree limitate dell'edificio e sia nel caso di interventi generali:

          la rimozione;

          l'incapsulamento;

          il confinamento.

Nella scelta degli interventi da attuare si deve tener conto che la rimozione dei materiali rappresenta comunque la migliore delle soluzioni possibili in quanto si eliminano, definitivamente, le potenziali fonti di esposizione. I metodi di bonifica alternativi alla rimozione, pur di maggior rapidità di esecuzione e minor costo, comportano però la necessità di controlli periodici e di successivi interventi per mantenere l'efficacia e l'integrità del trattamento.

 

Cosa si intende per incapsulamento dell'amianto?

L'incapsulamento consiste in un trattamento dell'amianto con prodotti penetranti e ricoprenti che, a seconda del tipo di prodotto usato, tendono ad inglobare le fibre di amianto e a costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. I costi e i tempi dell'intervento risultano più contenuti rispetto alla rimozione; non è indicato quando le lastre sono fragili, rotte o molto deteriorate.

 

Cosa si intende per confinamento dell'amianto?

Il confinamento consiste nell'installare una barriera a tenuta che separi l'amianto dalle aree occupate dell'edificio. A tale procedura deve essere associato un trattamento incapsulante. Rispetto all'incapsulamento presenta il vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti.

 

Quali requisiti devono avere le imprese autorizzate alle attività di bonifica?

L'art. 212 del D. Lgs. n. 152/2006, comma 5, prevede quale requisito essenziale per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti, di bonifica dei siti, di bonifica dei beni contenenti amianto, di commercio ed intermediazione dei rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi, l'iscrizione all'Albo Nazionale dei gestori ambientali – Albo – costituito presso il Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio con sede presso il medesimo Ministero e articolato in sezioni regionali e provinciali, istituite presso le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura dei capoluoghi di Regione.

Con il regolamento dell'Albo sono state individuate una serie di categorie per le diverse attività di gestione dei rifiuti e, nello specifico, la bonifica dei beni contenenti amianto rientra nella Categoria 10, distinguendo due sottocategorie:

          Cat. 10 A: comprende le imprese che svolgono attività di bonifica di beni contenenti amianto effettuata sui seguenti materiali:

         materiali edili contenenti amianto legato in matrici cementizie o resinoidi;

          Cat. 10 B: comprende le imprese che svolgono attività di bonifica di beni contenenti amianto effettuata sui seguenti materiali:

         materiali d'attrito, materiali isolanti (pannelli, carte e cartoni, tessili, materiali spruzzati, stucchi, smalti, bitumi), contenitori a pressione, apparecchiature fuori uso, altri materiali incoerenti contenenti amianto.

 

Quali requisiti devono avere le imprese per essere iscritte alla Categoria 10 dell'Albo?

L'Allegato A alla Delibera 30.03.2004 – Prot.01/CN/ALBO del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, stabilisce i criteri che deve soddisfare un'impresa ai fini dell'iscrizione nella Cat. 10 dell'Albo e le attrezzature minime che deve possedere in dotazione. Alcune delle attrezzature per:

          Cat. 10 A: aspiratori con filtri assoluti; dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie, etc.;

          Cat. 10 B: impianti di estrazione ed estrattori d'aria dotati di filtri assoluti; unità di decontaminazione anche modulari/prefabbricate; unità filtrazione acqua; generatori di fumo, etc.

 

E' necessario rinnovare l'iscrizione all'Albo?

Ai sensi del comma 6 dell'art. 212 del D. Lgs. n. 152/2006, l'iscrizione deve essere rinnovata ogni 5 anni e costituisce titolo per l'esercizio di raccolta, trasporto, di commercio e di intermediazione dei rifiuti.

 

Cosa occorre fare in caso di lavori di demolizione o rimozione dell'amianto?

In caso di lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto o di materiali contenenti l'amianto in edifici, strutture, apparecchi e impianti, il proprietario dell'immobile deve richiedere la consulenza di un tecnico professionista il quale, valutata la fattibilità dell'intervento, redige la pratica edilizia da presentare presso gli uffici amministrativi.

Prima dell'inizio dei lavori, il datore di lavoro predispone un piano di lavoro nel quale saranno indicate le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell'ambiente esterno.

 

Cosa prevede il piano di lavoro?

Il piano di lavoro prevede e contiene informazioni sui seguenti aspetti:

          rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti l'amianto prima della demolizione a meno che tale rimozione non possa costituire per i lavoratori un rischio maggiore di quello rappresentato dal fatto che l'amianto i materiali contenenti amianto vengano lasciati sul posto;

          fornitura ai lavoratori di idonei dispositivi di protezioni individuali;

          verifica dell'assenza dei rischi dovuti all'esposizione all'amianto sul luogo di lavoro;

          adeguate misure per la protezione e la contaminazione del personale incaricato dei lavori;

          adeguate misure per la protezione dei terzi e per la raccolta e lo smaltimento dei materiali;

          natura dei lavori, data di inizio e loro durata presumibile;

          luogo ove i lavori verranno effettuati;

          tecniche lavorative adottate per la rimozione dell'amianto;

          caratteristiche delle attrezzature o dispositivi che si intendono utilizzare.

 

A chi si deve inviare il piano di lavoro?

Copia del piano di lavoro è inviata all'organo di vigilanza, almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori.

Se entro tale periodo l'organo di vigilanza non formula motivata richiesta di integrazione o modifica del piano di lavoro e non rilascia prescrizione operativa, il datore di lavoro può eseguire i lavori.

 

Come ci si comporta per lavori eseguiti in caso di urgenza?

L'obbligo del preavviso di invio all'organo di vigilanza del piano di lavoro di 30 giorni prima dell'inizio dei lavori, non si applica nei casi di urgenza. In tale ipotesi, oltre alla data di inizio, deve essere fornita dal datore di lavoro indicazione dell'orario di inizio attività.

 

Quali sono i siti idonei allo smaltimento dei rifiuti di amianto?

I siti idonei allo smaltimento dell'amianto sono individuati dalle Province in base alla normativa vigente e a opportune valutazioni tecniche quali idoneità dal punto di vista morfologico, geologico e ambientale, stima delle volumetrie disponibili o da rendere tali e capacità di impianto.

 

E' possibile usufruire di detrazioni per la rimozione dell'amianto?

Attualmente a livello nazionale si può usufruire della detrazione fiscale del 50% e nel caso in cui lo smaltimento dell’amianto consista in un intervento di riqualificazione energetica (es. rifacimento di copertura) la percentuale in detrazione sale al 65%.

 

Pronto Ingegnere predispone i Piani di lavoro di bonifica, collabora con ditte autorizzate per lo smaltimento dell’amianto e assiste il cliente nella pratica per la detrazione fiscale.

 

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